30.3.25

Il vero scontro di civiltà.

 

Sono un volontario di una nota fondazione che si dedica da 50 anni alla valorizzazione del patrimonio culturale del nostro disgraziato paese. E lo sono da 15 anni. Ho cominciato ad impegnarmi con le consuete attività da banchetto, allestendo tavoli, segnaletica, materiale informativo, accogliendo i visitatori durante le iniziative e sollecitando l’iscrizione alla fondazione, snocciolando vantaggi e opportunità, richiamando il senso civico e l’orgoglio dell’appartenenza ad una ampia comunità, e bla bla bla…

Nel 2010 avevamo attenzione, rispetto e riuscivamo a percepire anche un flebile messaggio di riconoscenza da parte dei visitatori. Oggi, nel 2025, coloro che attendono in fila per entrare, visitare e conoscere i luoghi che proponiamo, si comportano come si trovassero in coda al CUP per prenotare una risonanza e scoprissero che la prima data utile è il 12.03.2028 alle ore 10.30.

Nelle ultime edizioni dei tradizionali eventi della fondazione ho preso insulti, minacce di denunce, minacce di post denigratori sui social, minacce di chiamare un noto programma giustiziere pre-serale, una volta satirico, oggi patetico, minacce di ogni genere.

Con garbo, ricordo ai visitatori che siamo volontari e siamo gratificati solo dal piacere di prestare un servizio alla comunità, (ometto di aggiungere: surrogando attività che dovrebbero essere condotte dal settore pubblico) e pazientemente, spiego le circostanze, ammetto eventuali errori di comunicazione, chiedo scusa e con sempre maggiore fatica incasso. 

Rientrato a casa, mi chiedo: come siamo arrivati a questo livello di scontro? In che momento è accaduto l’imbarbarimento di persone che ritengono di avere diritto a quei 15 minuti di cultura per riscattarsi da decenni di volgarità e immondizia televisiva e social?

Poi, vedo la foto del Segretario alla Sicurezza Interna degli Stati Uniti che si esibisce davanti ad una gabbia con 250 venezuelani deportati in El Salvador, e mi rispondo.


15.3.25

La nuova musica classica.

 


Mi meraviglio per tutto. Mi meraviglio se una persona mi vuole bene e mi meraviglio se una persona non mi vuole abbastanza bene, se raggiungo un obiettivo e se non lo raggiungo. Una particolare versione della sindrome dell’impostore. E mi faccio molte domande inutili… la più intrusiva di questi giorni è: perché ho la passione per le colonne sonore e specialmente per le interpretazioni dal vivo?

Il 2024 si è concluso con un messaggio di Nicholas Britell su Spotify, il quale mi ringraziava per aver ascoltato una sua composizione più di ogni altra playlist. Parlo della colonna sonora di Succession, serie strepitosa, ancora disponibile su Sky e NowTV, i cui brani di accompagnamento rendono ancora più strepitosa. Cerco esibizioni live e cover online, arrangiate con ogni strumento che l’uomo ha inventato, dal clavicembalo all’arpa laser, per concludere con il più tradizionale pianoforte e tutorial vari per fare finta di poterlo suonare anche io.

Hans Zimmer con la colonna sonora di Interstellar mi provoca commozione fino a piangere come fossi la fontana dell’Hotel Bellagio a Las Vegas e già al primo accordo, la – mi – si – mi – do – mi – re – mi, non riesco a trattenermi. Provo a opporre resistenza ma piango.

Da qualche settimana, colto da una inusuale nostalgia, ho ripreso ad ascoltare la colonna sonora del gioco di ruolo online a cui ho dedicato molto tempo, e quando dico molto, intendo molto… in rete si trovano decine e decine di concerti live delle musiche da videogioco, da World of warcraft a Skyrim, partendo dal pioniere Legend of Zelda. E vedere oltre 100 elementi, tra musicisti e coro, in smoking che suonano e gorgheggiano sulle note di quello che era nato come intrattenimento per computer o consolle offre una misura della qualità della composizione.

Negli ultimi giorni, la colonna sonora originale di Howard Shore per The Lord of the Rings mi accompagna in auto, in studio, a casa e al supermercato, e mi ritrovo a fischiettare i fiati del momento in cui gli hobbit lasciano la Contea.

E poi Ramin Djawadi per Game of Thrones, Cliff Martinez per la serie The Knick e ogni brano singolo recuperato per sigle di serie tv, tipo i Massive Attack per “House M.D.” o Leonard Cohen per la seconda stagione di “True detective”.

Ho trovato un sito olandese dove sono censiti tutti i concerti di musica legata al cinema e sono mesi che attendo un concerto con i brani della saga di Star Trek e ho trovato qualcosa il 14 giugno ad Ottawa!  


11.3.25

Breve storia di spoofing.

Luca Valdi. Si è presentato con questa identità il signore che ieri sera mi ha dettato istruzioni per disporre un bonifico dal telefono destinato ad Andrea Puca per un importo pari a 1.700 euro.

Pochi minuti prima, un SMS di UniCredit mi segnala un bonifico sospetto in favore di Andrea Puca e mi invita a contattare un numero di telefono.

Chiamo il numero e Luca Valdi mi richiama dal numero fisso di UniCredit, “la chiamo dal numero che è indicato sul bancomat” e mentre mi informa della circostanza del bonifico sospetto, mi anticipa un rassicurante messaggio da UniCredit: “dovrebbe aver ricevuto un SMS con il mio nome e cognome e il mio codice… può darmi conferma?”.

Seguo le indicazioni e, nel buio dell'auto, dispongo il bonifico a storno dell'importo (?). Arriva un SMS di UniCredit che mi informa del blocco della app per movimenti sospetti e questa volta è vero. Luca Valdi mi rassicura che è tutto normale e che mi avrebbe richiamato dopo un’ora esatta per riattivare l’operatività della app.

Chiudo la conversazione, ringraziando Luca Valdi. Arrivato a casa, riprendo il primo SMS e mi accorgo di un errore di punteggiatura. Sfilo il bancomat dal portafoglio e mi accorgo che il numero da cui sono stato chiamato è effettivamente un numero UniCredit ma è il numero del servizio clienti dall’estero.

Realizzo. Mi sento come si sentono gli anziani alla stazione ad attendere con i fiori la giovane ragazza del [inserire nome di paese africano in guerra] con cui hanno chattato per mesi e che ha risolto i problemi familiari ed è pronta a cominciare una nuova vita insieme, al sicuro dal conflitto nel proprio paese.

Vado dai Carabinieri ma è tardi, l’ufficio è chiuso e il giovane piantone deve andare a mangiare la pizza appena portata dai commilitoni.

Chiamo il servizio clienti UniCredit. Blocco carta di debito, carta di credito e soprattutto dispongo la revoca del bonifico. L’inesperto Luca Valdi mi ha indicato l’invio ordinario e non istantaneo.

Mando un messaggio rassicurante a Luca Valdi, ringraziandolo per la cortesia e sollecitando la sua chiamata per riattivare l’operatività della app. Perché qualche volta prendere in giro qualcuno dà più soddisfazione di uno, dieci, mille insulti.

No, Luca Valdi non mi ha richiamato. Luca Valdi non esiste e Andrea Puca è un giovane difensore della US Palmese 1914 o l’autore di un libro sulle falesie in Abruzzo.

E no, i Carabinieri non hanno accettato la mia denuncia perché non è stato commesso un reato ma semmai è stato tentato un reato.

Risparmio al lettore considerazioni prese dallo stesso armadio di “le mezze stagioni non ci sono più” e “meglio Amadeus di Carlo Conti”, passando per “Thiago Motta deve andare via” e penso che vorrei dedicare il resto della vita a diventare un esperto informatico e togliere a Luca Valdi tutto ciò che pensa di avere. A cominciare dagli affetti.

4.3.25

In fondo, perchè no?

Che emozione. Sono trascorsi esattamente 18 anni dal mio ultimo pensiero e passando per caso, come si passa davanti al cinema dell'infanzia diventato nel frattempo centro commerciale, mi è tornata la voglia di blog. Una parola ormai dismessa come "prurigine", "genetliaco" o "dismessa", e se dovessimo chiedere a qualche giovane nato il giorno del mio ultimo post, potrebbe chiedermi "bro, ca++o di boomer sei?" dopo una serie di altri insulti di cui capirei molto meno.
Eppure, penso che molti siano esausti di Facebook e ancora più di X, che ho conosciuto come Twitter, o forse solo io sono stanco dei social.
Nel 2008 l'onda di Facebook ha investito tutti e avevo ingenuamente pensato di poter disporre di un pubblico più ampio su quella piattaforma, dopo avere cercato i miei compagni di classe dell'epoca risorgimentale, ovvero l'origine dell'idea sviluppata da Mark... poi, il pianeta è cambiato ed è cambiato il peso specifico nella nostra vita quotidiana per diventare oggi una discarica mondiale per ogni tipo di rifiuto (e mi riferisco agli utenti).

Nel frattempo, ho fatto molta radio, davanti e dietro il microfono, ho avuto un podcast, ho scritto su diverse testate online, dall'attualità al rapporto tra cinema e architettura e ora cerco un luogo nascosto alle orecchie e soprattutto agli occhi di molti. 

Siamo abituati al ritorno del passato sotto altre forme o alla sintesi di molte cose diverse che hanno funzionato in nuove cose ma io ho questo blog e come direbbe un passivo-aggressivo: riparto da qui!

Come Bilbo Baggins mentre accarezza desideroso l'anello, mi sono chiesto: "In fondo, perchè no? Perchè non dovrei tornare al blog?"
 

 

4.2.07

sospensione ad oltranza...

in un’altra occasione avevo già manifestato la necessità di fermare tutto il calcio per un anno a seguito delle vicende ancora discutibili di inizio estate, ma ora l’argomento torna d’attualità… la mia opinione è che quanto accaduto a Catania abbia poco a che vedere con il calcio; la conferma è nelle scritte sui muri di tante città italiane che inneggiano a Carlo Giuliani o che sottolineano la perdita di un poliziotto come fosse una pedina di una guerra in corso…
e infatti è una guerra che vede giovani che non sanno in che epoca viviamo e che evidentemente hanno un malessere, soffrono di scarsa attenzione e si sentono marginali e fuori contesto, opposti ad altri giovani che forse per necessità indossano una divisa e ricevono ordini…
a me dispiace per il povero ispettore e lo considero un caduto in missione di guerra, come altri recenti...
è una guerra perché ogni tanto mi è capitato di affacciarmi su uno dei forum di tifosi di una qualsiasi squadra italiana e ho avvertito molta violenza e molta aggressività, sentimenti che usano il calcio come canale espressivo per via del fatto il fenomeno di massa del calcio è sinonimo di aggregazione…
ma andiamo oltre, cosa succede se ci tolgono le partite la domenica per un anno ? secondo me nulla di male… vorreste dire che non si può vivere senza calcio ?
credo che l’indispensabile sia altro nella vita; credo che potrebbe farci bene quanto ci farebbe bene un anno, o meglio, 15 senza televisione…
per la cronaca, sono rimasto anche io prigioniero di World of Warcraft e ora corro con il mio spadone per la Elwynn Forest alla ricerca di murloc da ammazzare in compagnia di Frankie-Yu e di Irethalacarin, aka mikadosaim…
ma non abbandono il blog, non ci penso proprio…
saluti !

20.1.07

tele-irritazioni...

qualcuno ha notato questa nuova tendenza delle tv commerciali di inserire delle telepromozioni camuffate all’interno di telefilm ?

la prima volta mi sono infastidito seguendo CSI; a un certo punto della puntata senza stacchi e senza avvisi partiva un pistolotto sulle nuove offerte commerciali di un gestore di telefonia mobile, con le voci dei doppiatori del telefilm… e già mi sono innervosito…
ieri sera durante Dr. House, partiva una promozione di una marca di orologi, praticamente orribili, recitata dal doppiatore di House, Sergio Di Stefano, che suggeriva a un impiegato di mandare a quel paese il suo capo e le sue stupide fotocopie… sullo sfondo, una mezza sagoma umana con bastone, jeans e scarpe da ginnastica, evocava la presenza di House… chi ha visto la puntata capirà, per chi non ha visto la puntata mi auguro di essere stato chiaro…
la forma di queste inserzioni pubblicitarie secondo me è ingannevole e subdola, oltre che irritante per lo spettatore… naturalmente non acquisterò mai un orologio di quella marca, anche perché oggettivamente brutto, e non passerò mai al noto gestore telefonico…

11.1.07

l'Erba dei vicini è sempre più macabra...

sia chiaro che non ho nessuna intenzione di aggiungermi al consueto coro di sdegno… o forse sì… non lo so…

ciò che di questa vicenda mi ha colpito, oltre la facile caccia al musulmano poi innocente, oltre la ammirevole filosofia del genitore della mamma uccisa con il figlio, è stata ancora una volta la capacità dei responsabili di questa, e di altre stragi cruente, di interpretare una parte, un ruolo… di pensare che precipitarsi premurosamente sul luogo del delitto potesse escluderli dai sospetti, di riuscire ad urlare, sull’uscio di casa, agli avvoltoi con la tessera da giornalista di non essere assassini … avevamo già assistito a questo eccellente esercizio di disumanità in occasione dell’assassinio del bambino di Parma, anche lì con accuse e sospetti sul padre e poi la solidarietà pelosa di tutti…
ma questa coppia di mezz’età cosa si sarà detta nei giorni delle indagini, come avranno pensato di scrollarsi di dosso i sospetti mentre la scientifica analizzava, come avranno studiato la loro versione dei fatti ?
e ora prepariamoci alla consueta passerella di esperti pronti a pontificare sui mali del mondo e sulla società cattiva…